Mentre passavo, nella testa passavano le immagini del frontale e del posteriore, non solo del domani e del passato, ma del dovere e del piacere, con qualcuno in mezzo..la faccia davanti ed il culo dietro…ed ecco lì, mentre immaginavo in questa posa dinamica e senza controllo del potere e della libido compresenti, mentre rimuginavo sul potere istituzionale e sull’espressione libera, mentre complicavo le figure fino a fonderle, fino a comporre un cerbero…lì è spuntata la sorpresa che tutto smonta, l’esser riconosciuto senza nome….mentre immaginavo si è realizzato, mentre smontavo pezzi tutto si ricompose…
Archivio per febbraio 2012

14 febbraio 2012
..viaggiatore di una notte mai finita, ancora qui a strizzare gocce da fuggiasco. Ancora qui per trovare il modo di vivere senza morire. Voglio solo darvi l’immagine di due movimenti simmetrici contrapposti: vivere e morire, mentre uno cresce l’altro si inabissa. Continuare, senza continuità a vivere. O meglio, o diversamente, sentire….in una sola parola, senza molo e senza teli. Sentire. Non continuare, non forzare la mano, solo sentire; perché hai capito che la tua vela di viaggio t’ha coperto la faccia, ti ha protetto e ti ha nascosto, mi ha nascosto: ha nasosto me, ha nascosto a me…la mia vela che mi ha abbracciato soave, contro le sirene, lei più sirena di loro (e cosa dovrebbe confessarci Ulisse sul contorcimento dei sensibilia, sull’autoaffezione sirenica al posto delle sirene, sulla volontà, l’anima, responsabilità opposta alle sirene…Socrate già vigilava prima della nascita…sempre presi tra la castrazione e la difesa, tra la protezione e l’autoimmunità…), mi ha detto :” ti nascondo..”. Ed ecco che (mi) ha nascosto tutto. Mi trovo lì, ora a dover fare i conti con questi frantumi dimenticati, con il cuor grosso, di chi non sa più da dove dover cominciare. Per non sentire le sirene, tu hai chiuso gli occhi, per non guardare i fili ed ora vuoi solo questi fili che hai appena riannodato, che hai appena ristretto e ripreso…e come fare ora a sospenderli di nuovo, come fare i conti ancora una volta con questa scure che tiu scinde, con questa lama di determinazione e di giustezza che ti regola la vita e che ti ordina la freddezza ed il calore. Sento/non-sento…Un viaggiatore le cui tappe precedenti spariscono, un passeggero calviniano che annichilisce le città per cui è passato. Ed allora, l’esercizio più artificiale e più naturale del mondo si richiede, un gioco, un prestigio da sciamano…Riprendere, rimpastare, rivedere e riabilitare, resuscitare, tenere in vita dentro, tenere in vita il dentro a costo della bruciatura, a costo dell’incandescenza della sonda….
perché un colpo ho da dirvi io vi sento, sento ogni vostro passo ed il grido ascolto di continuo, e mai uno sguardo cade senza punto, senza punzione, in me.