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19 gennaio 2012

attanagliare con una dislessia da tastiera la composizione neutrale e logica dell’argomentazione, scompigliare con una componente folle, non un gesto, non dico “gesto” perché appesantirebbe questa struttura grammaticale che si muove -componente non-attiva, non decisa- che muove questa scrittura, la ragionevole programmaticità testuale, discorsivamente assemblata, scientemente calcolata…ecco tutto ciò non è un gesto, non è un’azione volontaria. E non descrivo una prassi da comportamento, un protocollo comportamentale, un’etica dell’atteggiamento, un comando all’azione, esprimo un sentimento; un sentimento che si muove, che è mosso dalle interdizioni di critica, la critica alla ragione razionalizza la risposta da dare, la proposta. Stretto in un costringimento dato dalla critica al costringimento mi obbliga qui, ora e sempre, con una maggiore o minore consapevolezza a regolarmi. Io mi regolo tra la verità e la più profonda e criticata verità, mi muovo come acrobata da circo, come spettacolatore, come colui che dà spettacolo, come colui che richiama alla visione, come il catalizzatore all’attenzione, esibizionista, narciso, indigente di affetto e di calore, mi muovo come su di un filo. Tra voi e me, tra il rigore della critica e la verità, tra ciò che chiamano l’illusione e ciò che chiamano il senza senso. E muoversi su questa corda di violino, tra metafore – cosa vi ho espresso con “corda” e “violino”? il sottile, la difficoltà, la tensione, il tendimento, l’armonia, l’equilibrio precario – che si impongono a me ed a voi è come correre all’impazzata senza fermarsi a dire, senza congiunger labbra e proferire, senza ricercare il senso. E sogno, so(g)no, un corriere espresso senza espressioni, muto che continui il suo viaggio senza punti di raccolta, senza consegne, senza la consegna già preordinata, una sorta di indirizzo cancellato, reso illeggibile da acqua e sabbia. E sogno, so(g)no ancor più una serie di corrieri, di agenti incaricati di portare dei messaggi senza punti di raccolta comune, senza starter univoco, senza base di controllo e coordinamento, solo venti che si muovono. E questo è nulla? Avremmo fatto niente, avremmo niente, niente compreso?

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