
Primo giardino
7 dicembre 2011Vestizione complessa…come di rosa, chiusa, avvolta di petali…ma la rosa stessa è il suo avvolgimento, è l’intrico indistinguibile dei suoi manti con al centro nulla, quasi la delusione che coglie chi cerca…sfogliare una rosa ed arrivare ad un centro assente, al primo petalo che però s’offre solo denucleato…uno scrigno vuoto.
Pensa chi cerca sapendo cosa cercare…pensa, invece, chi cerca sapendo cercare, sapendo la distanza e l’abbandono primi in tutto…senza forziere e senza sacca, senza maglie strette, ma con mani troppo inadatte per acciuffare, solo accarezzare, scostare e levigare…
…pensa che è salito sul pinnacolo più alto e s’è accorto che non può mettere due piedi a terra, non c’è spazio, non c’è base d’appoggio, allora saltella e si dà il cambio, prima con un piede e poi con l’altro…
…pensa che una volta salito ha condannato ogni scalata, già solo i primi gradini di casa, solo per vedere un pò di più, solo un pochino di più…con dentro una paura del vuoto e del precipizio immensi, ma con un gusto perverso e incoercibile a continuare a salire…superare, primeggiare nel vedere
ed ecco che l’occhio non guarda più negli occhi, ma obliquo, un passaggio laterale…non per continuare a vedere oltre, non cambia solo la strategia, cambia l’occhio ed il risultato…un risultato vuoto ora (un risultato vuoto, come in questo infinito gioco di specchi, dove io vi do a vedere i miei occhi che però non sapete cosa vedono; io vi racconto i miei specchi, ma non l’immagine riflessa, io posso solo dare superfici di rimando, io sono una superficie dove voi scrivete, si anche nell’assenza di scrittura[un passaggio d'occhi, una lettura è già quasi uno scrivere il vostro passaggio silente]; voi credete di vedere, voi credete di vedere come io credo, voi credete vedermi credere, voi credete vedermi credere a quel che vedo, a quel che cerco, a quel che ho preso di mira, a quel che ho puntato…come si fa a credere a quel che si vede, cos’è il credito alla vista, o ancora il credito in vista, per prov-vista, per provvidenza, per pre-videnza, un buon investimento?)
…ed è sempre così labile uno sguardo…come è difficile condurlo al punto giusto, dirigerlo dove si vuole, dove si crede di trovare…ma sempre pieni di specchi è la nostra vista…io credo di trovarmi qui sopra, ma non ci sono, sono deviato, sono rispedito a casa, io credo di leggermi ed invece percepisco solo i mille indirizzi, le mille destinazioni per cui sono partito, riesco appena a leggere la traccia del volo preso e poi niente…vedo solo specchi con fantasmi che vi navigano dentro ed io rimescolo tutto solo per voi, addensando allucinazioni visive ed occhi chiusi…
…ma lui lo sa, egli è questo sapere inconoscibile…adorno di mille piume e veli vi danza di profilo, più gli occhi vi si affondano più si copre, più gli occhi con forza spingono, tanto più la rosa si richiude, si stringe in sé, conservndo un sé di nessuna essenza, nessuna essenza profumata, un simulacro d’odore, un sé senza possibile raccolta….
…quanto son belli i fiori ì….