
IO
7 dicembre 2011La torre che s’alzava
tozza e malandata,
sulla spiaggia dominava
contro ogni mareggiata.
Ai gabbiani difendeva
la nidiata
a noi riempiva
la giornata;
ad altri solo infastidiva
l’ombra di quella proiettata.
Quante corse sui decrepiti
scalini, quante risa
incastrate tra quelle mura
sono restate.
Ora non v’è più torre,
l’hanno dirupata,
non vi potremo più riparare
all’interno.
Il lido ne piange la caduta.
Nel mio cuore un’altra ombra è comparsa
…tu avevi smesso di ricordare, si dice per dimenticare, ma tu non c’avevi capito niente….tu pian piano torni partendo verso di te, verso loro due, i due che fanno di ciascuno un qualcuno…prima e dopo…torni spostandoti in avanti…perchè per dimenticare, per saper dimenticare, bisogna saper raccogliere tutto, tutto insieme, accumularlo e guardarlo attenti, come con vecchie diapositive…tu te le vedi davanti, tu senti nelle orecchie il passato, tu senti il ritorno in avanti, tu senza corse unidirezionali, senza possibilità elusive, tu sei lì con te, non hai mai così tanto voluto essere lì con te, insieme a te e con gli altri….
tu vuoi farti conoscere, tu vuoi distenderti e dare, ora, senza che nessuno sappia dai, tu srotolerai il mantello anche contro tutto il tempo, contro tutto il tempo che morde alle caviglie, contro tutti i morsi e le morse che gli altri non sentono, ma che tu avverti come gelo che sopravanza, ma il sole…tu sei sole e risa, io non tu, io…..
P[.]S[.]
tu ed io, ed io so che lo sai su di un piano inclinato in cui uno scivola sempre prima dell’altro, per inseguirsi sempre non raggiungendosi mai…o forse chi lo sa?
L'albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
Dà bei vermigli fiori
Nel muto orto solingo
Rinverdì tutto or ora,
E giugno lo ristora
Di luce e di calor.
Tu fior de la mia pianta
Percossa e inaridita,
Tu de l'inutil vita
Estremo unico fior,
Sei ne la terra fredda,
Sei ne la terra negra;
Né il sol piú ti rallegra
Né ti risveglia amor.
esattamente