7 dicembre 2011
[mie linee, miei strascichi deboli su di un pavimento ampio, mio gettito e mia dannazione, mia derivazione e mia conservazione, mio concentrato e mia mascherazione, mio essenzialismo e mia dissimulazione...va, si ti mando, si vi mando, vi mando in mezzo...in mezzo ai lupi, ma vi mando scortate, vi mando sottili e leggere, vi mando con tutto il potere di farvi rifiutare, si vi mando con la forza di deludere, si che incredibile gioco, si un gioco di scrittura, come un gioco di vita, una mandata di lettereche circoleranno davanti ai vostri occhi, agili, esse, fuggiranno, fuggiranno ogni cappio ed ogni presa, e siccome indirizzate a nessuno, si proprio così, indirizzate a nessuno di voi che leggete, no esse si indirizzano ad ognuno che vi porrà occhio e ppure a nessuno di voi, nè a me, esse s-gusciano fuori della mia covata, si slegano, si sguinzagliano e mi assalgono,..ma a chi vanno, allora? lasciatele, abbandonatele, non troveranno da chi andare e se pure trovassero, noi non lo sapremmo]
pausa
sentire…no…non voler sentire niente…nessun richiamo, nessuno
[perchè sentire è solo riconoscere, riportare e rimettere, rimettersi e restituire, ad ognuno il suo]
pausa..
dal mondo, dal mio mondo, essere in pausa da sé…non voler più assegnare ruoli e stati, non voler appiccicare identità..
il silenzio batte il suo arresto sul mondo, sul mio percepito e sul mio costante attacco
pausa, come momento non preceduto nè seguito, come un tacere del fiume continuo..
nè da una parte, nè dall’altra, solo pausa, alla ricerca della semplicità così semplice da zittire anche una sua ricerca..si lo sai quanto sia impossibile…la tua lingua insegue il mondo pronta a leccarlo tutto, a sbavarlo tutto, a metter immediatamente addosso qualcosa di tuo..
pausa, fratturache durà l’instabile divisione d’un nucleo atomico, una breve danza prima di ricadere in un blocco compatto, volo a mezz’aria prima di rimettere i piedi a terra..meraviglia di un acuto, della tracotante libertà
anche solo per un brevissimo…
pausa
pausa e battuta a vuoto, forse che nessuno parli?…no, non è così, sono solo voci nuove con parole nuove[nuovo come impossibile ricordo]…parole che non ho mai sentito, che non mi richiamano a nulla, si proprio così, al nulla..
pausa, pausa di un sorriso e pausa di un’emozione, strappo violento di quel che non conosci, dell’inusuale, dell’inabituale..
pausa di un rossore, dell’emozione imprevista…del granello che tu hai sempre creduto di dover contemplare, anzi creder di dover vivere per esso
attimi che non si possono cristallizzare, né che sanno invecchiare…contornati appena di questi poveri, esili, semplici, ma candidi neri fili